Cominciare dalla fine

cominciare dalla fine

Cominciare dalla fine è stato a lungo uno dei post in home page del sito www.rlconsult.it. Dopo il restyling del sito e l’apertura del blog luisa rosini mi ero ripromessa di ampliarlo e riproporlo, invece è rimasto lì, finché ieri mi sono trovata a leggere il post di Andrea Girardi Parti dalla fine e mi è tornato in mente proprio quel post ispirato al punto del libro I sette pilastri del successo in cui Stephen R. Covey ci invita a immaginarci spettatori del nostro funerale e a chiederci che cosa ci piacerebbe che gli altri dicessero di noi in quella circostanza.

Così facendo, Covey vuole spronarci a metterci in contatto con il nostro sistema interiore, quello che racchiude i nostri valori profondi, quelli fondamentali, che stanno alla base di tutte le nostre scelte.

Covey chiama questo processo cominciare pensando alla fine, ossia cominciare dalla definizione dettagliata di ciò che vogliamo realizzare, pensando al motivo principale per cui vogliamo farlo, e organizzando nel dettaglio tutto ciò che ci serve per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati.

Cominciare pensando alla fine, ossia pensando a come deve essere ciò che vogliamo realizzare, ci permette di capire se saremo in grado o no di realizzarlo e ci permette di evitare tutti gli errori che nascono nella prima creazione, ossia nella fase di ideazione del progetto, che sono poi gli errori che spesso determinano il fallimento del progetto stesso.

Ed è proprio su come evitare il fallimento che vuole farci riflettere Andrea Girardi, così come ha fatto Covey, quando ci invita a prendere un sogno, che consideriamo irraggiungibile secondo i nostri parametri, e ridefinirlo come se fosse un obiettivo usuale e poi ci chiede di procedere a ritroso, fino al punto in cui siamo oggi, definendo in modo molto dettagliato tutti i passi da compiere per realizzarlo.

Perché cominciare dalla fine è un metodo efficace? Perché ci permette di scomporre un grande obiettivo, che ci sembra irraggiungibile, in tanti obiettivi via via più piccoli, tutti collegati tra di loro, che invece percepiamo come realizzabili e rispetto ai quali siamo quindi in grado di impegnarci e di perseverare, anche quando ci troviamo di fronte a qualche difficoltà che potrebbe scoraggiarci.

In fin dei conti, la differenza tra fallire e riuscire sta tutta nella fiducia che abbiamo in noi stessi, in quanto crediamo nelle nostre capacità, e difficilmente ci scoraggiamo davanti alle difficoltà quando sentiamo che un obiettivo, anche se arduo da raggiungere, è comunque alla nostra portata.

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