A #JMO18 si parla di #lavorobenfatto e di come costruire l’identità di una destinazione

JMO 2018

La sesta edizione di JMO si è appena conclusa e mi sono portata a casa tante idee e tanti punti di vista che mi hanno rafforzato nella convinzione che la Maremma ha tutto ciò che serve per diventare una destinazione turistica con una identità forte e ben riconoscibile e che fare destination management non sia tanto fare piani (che tanto non si avverano mai), ma alimentare un dialogo (strategico e operativo) tra le parti in modo tale che ci si trovi già intorno ad un tavolo e con le maniche della camicia girate quando arrivano le occasioni, come si legge nella presentazione di Lorenzo Canova, sul sito di JMO.

Un JMO che ha seguito il fil rouge del turismo sostenibile di qualità, dove la gente non arriva perché in quel luogo si spende poco ma perché lì si scopre e si vive un’esperienza che arricchisce. Che questo sia un turismo realizzabile anche in Maremma e quali sono gli elementi su cui dovremmo puntare per riuscirci, ce lo hanno fatto capire le numerose case history di destinazioni che oggi sono mete molto apprezzate dai turisti ma che hanno dovuto fare i conti con situazioni di partenza piuttosto complicate.

Tra gli interventi che ritengo più utili per continuare a riflettere su come la Maremma possa trovare una sua identità che vada oltre il mare e si estenda a tutto il territorio, c’è stato proprio l’intervento di Lorenzo Canova che ci ha parlato di infrastrutture immateriali, di quanto siano importanti per il turismo e di come sia possibile finanziarle.

Di turismo sostenibile e di come sia possibile creare turismo partendo proprio dalla sostenibilità e dall’etica ce ne ha data prova Dario Riccobono che ci ha raccontato la storia di Addio Pizzo Travel, il tour operator siciliano che è in grado di garantire ai propri clienti un tour al 100% pizzo-free regalando alle persone un’esperienza di vera partecipazione.

Mauro Carbone ci ha spiegato come un intero territorio, le Langhe, oggi riconosciuto da tutti come un territorio di eccellenza nell’enogastronomia e nel turismo, eccellente ci sia diventato col tempo e con un lavoro fatto di tante piccole cose che hanno contribuito, tutte insieme, a raggiungere traguardi invidiabili. Ad esempio ci ha raccontato di come, usando la comunicazione sui media, il materiale informativo, le strategie di marketing, l’organizzazione di eventi soprattutto all’estero, siano riusciti a collegare i brand Barolo e Tartufo Bianco d’Alba all’atmosfera del territorio, creando una forte reputation. Oppure di come l’unione possa fare la forza anche nella gestione di elementi che non dipendono dal territorio, come ad esempio la tassa di soggiorno, facendo in modo che tutti i Comuni adottino le stesse tariffe e lo stesso regolamento, mettendo parte delle risorse in una cassa comune che poi servirà a rafforzare brand e reputation.

E di sistema e organizzazione ci hanno parlato anche Vincenzo Moretti e Rodolfo Baggio, che hanno ribadito l’importanza di creare un sistema ed anche un brand che ben rappresenti i veri punti di forza della Maremma, che è quel luogo, come ha detto Vincenzo Moretti, in cui ogni lavoro è un #lavorobenfatto, in cui ci viene messa cura e passione ed è proprio nella bellezza del #lavorobenfatto che la Maremma potrebbe trovare la sua identità e diventare il luogo in cui si va, oltre che per assaporare il cibo, il vino, il paesaggio, anche per riflettere e raccogliere le idee, aiutati dai suoi ritmi lenti e dai grandi spazi in cui è possibile perdersi con lo sguardo, ascoltando il silenzio.

Nell’anno del cibo italiano nel mondo, a JMO non si poteva certo non parlare di turismo legato al cibo insieme a Carlo Vischi, advisor di H-Farm per progetti ed attività di consulenza e di formazione per il mondo dell’agroalimentare, turismo ed enti pubblici. Con Vischi abbiamo parlato di come l’Italia debba promuoversi, in Italia e all’estero, valorizzando e promuovendo l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio.

Quella del turismo che parte dal cibo e del cibo ambasciatore di un luogo sono idee su cui rifletto spesso e che mi piacerebbe veder concretizzate, in Maremma e sull’Amiata, nella costruzione di itinerari del cibo da cui partire per far conoscere i luoghi e la loro storia, facendo emergere la connessione, a volte veramente molto stretta, tra cibo e cultura, cibo e natura, cibo ed economia e quindi arte e architettura, oltre che storia.

Perché si possa passare da una semplice logica di destinazione o di prodotto ad una integrazione fra prodotto turistico e valorizzazione di un intero territorio e dei suoi elementi di identità, però, è necessario che fra tutti gli attori locali, siano essi pubblici e/o privati, nascano nuove forme di partnership che favoriscano l’integrazione fra imprese. Di turismo e reti di impresa a JMO 2018 ne ha parlato il professor Alessandro Tortelli, che ha anche illustrato alcuni casi di successo.

L’importanza di creare un brand che identifichi una destinazione turistica l’ha ribadita anche Luciano Scauri, che a JMO ha parlato di revenue per piccole imprese del turismo.

Il revenue di cui parla Scauri non è il revenue delle tariffe civetta, bensì la scienza che consente di cogliere il massimo nei momenti opportuni, non speculando su eventi o situazioni ma cogliendo a pieno quei momenti che ci consentono di mettere sul mercato tutto il valore dell’ospitalità che offriamo.

Insomma un JMO in cui è stato più che ben argomentato che anche nel turismo, per avere successo, per dirla con le parole di Vincenzo Moretti, occorrano talento, organizzazione e sistema.

 

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4 commenti

  • Ottimo riepilogo dell’evento, tutti noi di JMO siamo felici che il nostro programma sia stato così particolarmente apprezzato. Stiamo già immaginando l’edizione 2019 🙂 . A presto

    • La sesta edizione di JMO è stata davvero molto interessante e le storie che ci hai fatto conoscere ci hanno confermato che, quando ci si crede davvero, i risultati alla fine si ottengono, anche quando le condizioni di partenza sembrano assolutamente sfavorevoli, basta crederci tutti insieme e collaborare per raggiungere un obiettivo comune.

  • enrico franco

    molto bello e chiaro!!!

    • Grazie mille Enrico per l’apprezzamento! Mi auguro che possa contribuire a sensibilizzare sull’importanza del trovare un’identità attorno a cui cominciare a costruire tutti insieme il brand Maremma!

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